di Don Backy
Difesa a oltranza
Lotta
continua
a favore della canzone
italiana. Contro foschi presagi e...
So che la mia è la
battaglia di Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma che volete farmi, io
amo i perdenti, mi piace difenderli e la canzone italiana in questo momento lo
è. Mi batterò quindi - in sua difesa - a oltranza e con tutti i mezzi. Lo spunto
per questo articolo lo ha fornito - indirettamente - una mia canzone. E' una
canzone poco famosa, perché contenuta in un album intitolato Sulla strada,
pubblicato alcuni anni fa. Il brano si intitola Vi lascerò, ed è il
suo testo, che ha preoccupato una signora ( la quale deve averlo ascoltato solo
recentemente), perché - avendomi visto al Costanzo Show alcune sere
addietro - mi ha spedito una e-mail angosciata, per le possibili, drammatiche
decisioni, che - secondo lei - sarebbero state nascoste nelle mie intenzioni -
ma rilevate nel testo della canzone stessa - scaturite (queste decisioni), in
seguito al provocatorio servizio fotografico in cui ho posato nudo (gesto
rievocato - appunto - durante la mia partecipazione al Costanzo Show),
motivo così grave che - secondo lei - avrebbe potuto far nascere quella mia
specie di testamento in vita, così rivelatore. A quel punto, le rotelle del mio
meccanismo pensatorio si sono messe in moto, fino a farmi trarre alcune
conclusioni, che - in questo caso - cascano proprio come il cacio sui
maccheroni, per chiarire - una volta per tutte - il perché di quel gesto
clamoroso. Quanto esporrò in seguito - prima di tutto - a tranquillizzare la
preoccupata signora e tutti quelli che ascoltando il medesimo brano - avessero
avuto lo stesso timore. Intanto, dico subito che la canzone Vi lascerò
è addirittura antecedente (1992) alla pubblicazione del servizio incriminato,
quindi in nessun modo influenzante qualsiasi presunta fosca decisione, e più
avanti accennerò al perché di un testo - a pensarci alla luce di questi fatti -
effettivamente piuttosto inquietante. Adesso devo far riferimento a due
condivise considerazioni che ritengo importanti per arrivare al punto:
"E' la
rivolta stessa, solo la rivolta, che è creatrice di luce"(Breton).
"...Il mio
mestiere è provocare l'intelligenza della gente" ( Leo Ferrè
).
Da parte mia
ritengo che la provocazione (intellettuale) sia vita, sia sollevazione al
confronto di idee, mai accettate a priori. E' sinonimo di vita guadagnata con
la consapevolezza di essere i veri padroni di se stessi, in contrasto con il
mefitico tran tran di comode posizioni garantite da altri, al di là dei valori.
Esaurirò questo argomento in tre puntate (ormai diventate una caratteristica). Segue>
RadiocorriereTV
n° 29 18/7/00