Botta e risposta
Come sopravvivere, anche nel mondo della canzone, se la pensi diversamente. Ecco una trilogia musical-politica
Pubblico solo da oggi questa nuova triade, che per alcuni aspetti potrà sembrare anacronistica, contenendo dettagli di natura politica che - passate le elezioni, appunto - possono risultare superati. L'ho fatto scientemente però, perché non ho voluto in alcun modo influenzare nessuno prima del voto. Dunque, si tratta di questo: tempo fa, in seguito a un mio articolo riguardante la crisi di vendita di dischi di musica leggera in Italia, ho avuto uno scontro particolarmente acceso - collegato telefonicamente con una trasmissione radiofonica su Radio2, condotta da Mario Pezzolla - con un regista ( del quale taccio il nome perché non potrebbe controbattere adesso), che - cercando di relegarmi tra i nostalgici del tempo che fu - motivava il mio espresso senso di frustrazione artistica, sostenendo tesi che esporrò tra poco. Il contesto generale da me manifestato era : se appartenessi a uno schieramento politico ben preciso, potrei ottenere passaggi televisivi che riguardassero anche la mia nuova produzione (e non sempre e soltanto quella targata anni '60), ergo - grazie a questo - potrei contare su una buona distribuzione e - di conseguenza - su una visibilità commerciale assolutamente soddisfacente. Solo allora si potrebbe appurare se le mie canzoni sarebbero più o meno apprezzate dagli appassionati. A suffragare questa mia tesi, invitavo a riflettere sulle concessioni fatte ad artisti cantanti di successo di oggi (tra cui: Dalla, Venditti, De Gregori, Fossati, Jovanotti, Guccini, Zucchero, Vecchioni, Morandi, altri - che non cito per brevità) ai quali tutto è concesso (fatta salva la loro indubbia bravura, senza tener conto della loro anzianità di servizio), e quelle ottenute da altrettanti colleghi, ma di altra idea politica - o sconosciuta - provenienti dalla stessa epoca (anni '60), il regista - nei punti più controversi - sosteneva invece che:
1° Il successo di questi signori, è indipendente dallo schieramento politico che - a suo dire - non influenzerebbe, in quanto - esso successo - dipende solo dalla bontà delle loro canzoni e le concessioni (che non nega quindi), sono una conseguenza del successo stesso.
2° Che oggi ci sono dei "virgulti" (e faceva il nome di Geraldina Trovato, della quale si è dichiarato 'scopritore'), che vendono mezzo milione di copie (non ho capito se voleva aggiungere "pur non essendo schierati politicamente a sinistra").
3° E' anche una questione di cambio generazionale - che spazza via i conservatori come me - se le mie proposte non trovano seguito e che sarebbe il caso mi facessi da parte arrendendomi all'evidenza.
4° Dulcis in fundo - per questa mia posizione - mi ha dato del "seguace di Berlusconi", accomunandomi al nuovo Presidente del Consiglio, per il mio modo settario di vedere le cose. Più o meno. Siccome la discussione si è accalorata al punto da risultare confusa, ho deciso di puntualizzare, in modo che il pubblico potrà - confrontando la realtà con le mie opinioni - farsene di precise. Vi rimando al prossimo numero (ma conservate questo per il raffronto). >>Segue
RadiocorriereTV n° 22 29/5/01
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